Ing. Martino Benzi

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Suggerimenti e consigli

Questa parte del sito è destinata alla pubblicazione di soluzioni pratiche e di considerazioni generali relative ai problemi più comuni, che si incontrano nell'Organizzazione Informatica di Ufficio delle Piccole e Medie Imprese e nella gestione di sicurezza e privacy in azienda.

Non si tratta di "misteriosi segreti", ma delle risposte a problemi effettivamente riscontrati presso qualche cliente o affrontati durante la formazione in aula; ho ritenuto utile e interessante metterli a disposizione di tutti.  Cercherò, compatibilmente con gli impegni professionali, di aggiungerne con un minimo di regolarità, sarò grato a chi vorrà segnalare imprecisioni o chiedere chiarimenti.

Indice dei Suggerimenti


Oggi si parla di . . .


Sicurezza e Privacy

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Il documento programmatico sulla sicurezza

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Sicurezza e Privacy

La redazione del Documento programmatico sulla sicurezza (DPS)

Il Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 – Codice in materia di protezione dei Dati Personali, nell'art. 34 stabilisce sotto quali condizioni possa essere eseguito il trattamento elettronico dei dati personali, e, in particolare, impone alla lettera g) la "tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza", le cui caratteristiche sono definite nel punto 19 dell' Allegato B (Disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza).

 

Redigere il DPS non è particolarmente difficile: se effettivamente nella vostra azienda i dati sono già tutelati con un minimo di accortezza e precisione, basta descrivere ciò che fate abitualmente e perché avete deciso di farlo così.  Le cose si complicano se della sicurezza dei dati non vi siete mai interessati, in questo caso vi conviene cominciare a preoccuparvi perché la scadenza è il 31 dicembre 2005.

 

Ovviamente le difficoltà di redazione cambiano in base alle dimensioni dell'azienda: nelle aziende piccolissime con una sola persona che accede ad un unico PC la stesura è molto semplice, mentre in aziende molto grandi, con reti informatiche che coinvolgono centinaia di utenti, il documento può diventare eccezionalmente complesso ed articolato, ma solitamente in queste grandi ditte le procedure di sicurezza informatica sono già molto precise ed efficaci indipendentemente dalle prescrizioni di legge.

Le considerazioni che seguono sono adeguate per aziende le cui dimensioni vanno dai due o tre utenti informatici a qualche dozzina.

 

Qui sotto riporto, commentato comma per comma, il testo del punto 19: ricordatevi, comunque, che le reali difficoltà non stanno nella redazione del DPS, ma in tutte le attività che lo precedono e nella realizzazione di procedure di sicurezza "ragionevolmente" sicure, quanto più possibili facili da mettere in atto e da tenere aggiornate.


19. Entro il 31 marzo di ogni anno, il titolare di un trattamento di dati sensibili o di dati giudiziari redige anche attraverso il responsabile, se designato, un documento programmatico sulla sicurezza contenente idonee informazioni riguardo:

Il titolare del trattamento o il responsabile incaricato (ricordatevi di farvi controfirmare la lettera di incarico) deve redigere il documento, il quale deve obbligatoriamente affrontare tutti i punti seguenti, eventualmente per stabilire che il problema non sussiste nella vostra azienda.

Tutti gli anni entro il 31 marzo deve essere preparata una nuova edizione del DPS che deve tener conto di tutte le variazioni avvenute nell'anno sia hardware sia software sia nel personale sia, soprattutto, nelle caratteristiche di sensibilità dei dati trattati; poiché la legge parla di "misure minime" è evidente che, in caso di variazioni significative durante l'anno, è opportuno fare una revisione intermedia del documento ed applicarne le prescrizioni, per evitare come minimo di essere accusati di "culpa in vigilando" se dovesse capitare qualcosa.

19.1. l'elenco dei trattamenti di dati personali;

Si tratta di individuare sia le categorie di persone fisiche o giuridiche che danno origine ai dati (dipendenti, fornitori, clienti, clienti di clienti, ecc.), sia se queste informazioni sono semplici dati personali o dati sensibili (opinioni politiche e religiose, vita sessuale, ecc.) o dati giudiziari, sia con quali procedure, informatiche o tradizionali su carta, questi dati sono gestiti.

19.2. la distribuzione dei compiti e delle responsabilità nell'ambito delle strutture preposte al trattamento dei dati;

Un esempio dovrebbe chiarire le cose: se al punto precedente avete stabilito che vengono trattati i dati relativi a paghe, contributi e quote sindacali (questi ultimi sono il più banale e tipico caso di dati sensibili dei quali ci si dimentica che vengono trattati), in questo punto dovete stabilire quali sono gli uffici aziendali che li trattano ed i dipendenti incaricati di farlo.  È evidente che la norma prevede di individuare anche la gerarchia delle responsabilità, eventualmente facendola risalire al responsabile del trattamento.

19.3. l'analisi dei rischi che incombono sui dati;

Questa è la parte più difficile e delicata del DPS!

Dovete esaminare da cima a  fondo il vostro sistema di gestione dei dati informatici e cartacei ed individuare tutte le possibili situazioni di rischio ragionevolmente ipotizzabili.  Vanno quindi considerati:

tutti i computer con i relativi sistemi operativi,

le connessioni di rete, sia locali sia internet,

gli applicativi gestionali in uso,

le modalità di archiviazione di documenti in formato Word o Excel o analogo che contengono dati da tutelare,

le modalità di archiviazione dei documenti cartacei  che contengono dati da tutelare,

i locali aziendali nei quali sono trattati i dati.

I rischi di cui tener conto sono tutti quelli ragionevoli: se avete l'ufficio al piano seminterrato dovrete sicuramente considerare gli allagamenti ed  i furti con scasso; se i vostri agenti usano computer portatili, dovrete valutare la possibilità di uno smarrimento o di uno scippo; in entrambi i casi occorre valutare il rischio che l'utente appiccichi un post-it con la password sul computer.

19.4. le misure da adottare per garantire l'integrità e la disponibilità dei dati, nonché la protezione delle aree e dei locali, rilevanti ai fini della loro custodia e accessibilità;

Qui casca l'asino!  Dopo aver fatto l'analisi dei rischi occorre definire le misure per prevenirli.

Ovviamente queste misure devono essere proporzionate alla qualità dei dati ed al rischio che corrono; non è detto che dobbiate spendere molti soldi e fare grandi cambiamenti ad hardware, software e locali, sicuramente dovrete dedicargli risorse umane, tempo (molto) ed attenzione (molta).

Ricordatevi che quanto meglio avrete analizzato i rischi tanto più razionali ed economiche saranno le misure di protezione.

19.5. la descrizione dei criteri e delle modalità per il ripristino della disponibilità dei dati in seguito a distruzione o danneggiamento di cui al successivo punto 23;

Il D.Lgs. 196/2003 vi impone di fare i backup, di farli bene e di conservarli in modo ragionevolmente sicuro: come esempio banale non deve capitare che i nastri posati con negligenza sul server brucino insieme al computer in caso di cortocircuito; metteteli come minimo in un armadio chiuso a chiave, se poi i dati sono particolarmente delicati passate ad un armadio blindato o ad una cassaforte con resistenza al fuoco certificata.

Questo comma vi impone di descrivere le procedure di backup e di ripristino dei dati e quelle relative alla protezione e conservazione dei supporti.

19.6. la previsione di interventi formativi degli incaricati del trattamento, per renderli edotti dei rischi che incombono sui dati, delle misure disponibili per prevenire eventi dannosi, dei profili della disciplina sulla protezione dei dati personali più rilevanti in rapporto alle relative attività, delle responsabilità che ne derivano e delle modalità per aggiornarsi sulle misure minime adottate dal titolare. La formazione è programmata già al momento dell'ingresso in servizio, nonché in occasione di cambiamenti di mansioni, o di introduzione di nuovi significativi strumenti, rilevanti rispetto al trattamento di dati personali;

È inutile avere definito le misure di protezione se poi queste non vengono messe in pratica ed il personale adeguatamente istruito, questo comma vi impone di progettare e descrivere che formazione risulta necessaria.

La parte terminale del comma evidenzia che se vengono fatte modifiche alle procedure o se il dipendente cambia mansioni occorre fornirgli tutta la formazione resa necessaria dalla nuova situazione.

Ricordatevi che la formazione del personale e quindi il reale successo della protezione dei dati sensibili, sono tanto più facili quanto più i rischi e le procedure di sicurezza sono stati studiati e definiti accuratamente.

19.7. la descrizione dei criteri da adottare per garantire l'adozione delle misure minime di sicurezza in caso di trattamenti di dati personali affidati, in conformità al codice, all'esterno della struttura del titolare;

Significa sostanzialmente che dovete evitare che gli eventuali dati che escono dall'azienda, per essere trasmessi al commercialista o al medico competente, divengano di pubblica conoscenza per trascuratezza nell'uso del mezzo di trasmissione, sia questo un fattorino o una rete internet.  Chiedete inoltre una lettera di assunzione di responsabilità al ricevente e fate, inserendola nel DPS. un minimo di analisi sull'affidabilità dello stesso, potreste essere altrimenti accusati di "culpa in eligendo".

Evitate soprattutto che nei portatili che escono dall'azienda ci siano dati sensibili: pensate al danno che potrebbe fare una vostra analisi di insolvibilità di un cliente, la quale dovesse cadere in mani di terzi, soprattutto se questa analisi fosse sbagliata per eccesso di diffidenza.

L'inciso "in conformità al codice" significa che la trasmissione deve avvenire unicamente per uno qualsiasi dei motivi considerati legittimi dallo stesso D.Lgs. 196/2003.

19.8. per i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale di cui al punto 24, l'individuazione dei criteri da adottare per la cifratura o per la separazione di tali dati dagli altri dati personali dell'interessato.

Questo comma vi riguarda se siete voi "il medico competente", o se avete deciso di affidare ad un vostro ufficio interno il trattamento dei dati sanitari dei vostri dipendenti, cosa che si guardano bene dal fare anche grandi gruppi.

Cifratura e separazione dei dati non sono comunque un grosso problema tecnico al punto di vista informatico, ma possono risultare piuttosto costosi: vi consiglio di lasciar affrontare questo problema a chi non può proprio farne a meno.

 

© 2006  Ing. Martino Benzi - Alessandria